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Il mio agosto alla scoperta delle più belle feste di paese (video)

Ciccimmaretati

Prima di scrivere questo articolo, ho riletto un mio articolo simile pubblicato esattamente 4 anni fa. Guardando l’introduzione ho notato che, quest’anno, nulla è cambiato e propongo lo stesso inizio che è attualissimo: “questa estate, sotto tutti gli aspetti, è stata la più strana tra quelle che mi ricordo. Molti la stanno ancora aspettando, ma è già finita, sia dal punto di vista atmosferico che occupazionale. I turisti sono stati pochi e senza soldi. Molti amici ristoratori mi hanno raccontato che, facendo lo stesso numero di coperti, il fatturato è sceso del 25 – 30%. Sono finiti i tempi di antipasto, primo e secondo. Ora siamo a una porzione per due o cose del genere. Nello stesso tempo, per tutti, le tasse vanno sempre più su. Veramente sono tempi tristi per la ristorazione”. Ad essere obiettivi, a mio giudizio, quest’anno per molti versi la situazione è addirittura peggiorata. Inoltre, a danno dei ristoratori, ci sono le numerose feste di paese e sagre che registrano centinaia di presenze. Tra queste, a dir il vero, alcune sono molto belle, economiche e super organizzate. Inizio con il parlarvi dell’ultima alla quale ho partecipato (per la prima volta), quella dei “Ciccimmaretati”, conosciuta anche come sagra dei piatti poveri, che si è tenuta a Stio dal 17 al 23 agosto. L’organizzazione di questo evento è stata eccezionale.

Dall’arrivo alla fine, nulla è stato lasciato al caso. Il luogo dell’evento è fuori dal paese, in un bosco di castagni secolari. Sin dall’arrivo c’erano addetti che ti guidavano al meglio. Ti informavano che, causa la pioggia, il parcheggio era infangato e ti proponevano un posto alternativo. All’entrata c’era un banco prenotazioni dove ti chiedevano il numero del telefonino, il numero delle persone e il nome. Dopo pochissimi minuti, via sms, ti invitavano a recarti al banco assegnazione posti per ritirare un ticket con il numero del tavolo. L’ambiente era molto bello, rilassante e piacevole. Preso il posto, il cameriere (o la cameriera vestita in abiti tradizionali) ti portava una tovaglietta con stampato il menu e ti chiedeva che acqua desideravi. Le proposte erano unicamente di antichi piatti poveri. Naturalmente c’erano i “Ciccimmaretati” (una zuppa con ceci di Cicerale, fagioli tabaccuogni, fagioli regina, lenticchie, grano, granturco, olio, sale e peperoncino). Una curiosità: questo piatto veniva preparato dalle nostre nonne il primo giorno di maggio, perché quel giorno avere sulla propria tavola tutti questi ingredienti era segno di abbondanza e si era al riparo da fame e stenti. Poi, le altre proposte erano: “grano a’lu furno”, cavatielli, “foglie e patane cu’ lu vicci”, “mulegnane ‘mbuttunate”, “patane a’lu furno”, piatto di formaggi, zeppole, struffoli e “frisilli cu’ lu méle”. Molto ricca e selezionata l’offerta del bere: c’erano una quindicina di vini Igt e Doc del Cilento. Personalmente a questa scelta avrei aggiunto delle birre artigianali, come ad esempio quella del Birrificio dell’Aspide che da anni è considerato uno dei migliori birrifici italiani ed ha la chiocciola Slow Food, riconoscimento che hanno solo 25 birrifici in Italia. Poi, a mio giudizio, in questa stagione molti preferiscono la birra al vino. Tornando a noi, siamo stati serviti velocemente, il cibo era buono, il servizio garbato e gentile, i prezzi onesti. Per chi alle sagre non ama fare la fila, questa è la manifestazione ideale. Alla fine, abbiamo fatto una passeggiata nei pressi dei numerosi chioschetti di prodotti tipici cilentani (sott’oli, vini, miele, fichi, marmellate, salumi, liquori, ecc.). Tra tutti, mi sono soffermato all’azienda Mellis di Postiglione, un vero prodotto di eccellenza della nostra provincia. Enrico Foti, il titolare, produce un infuso ottenuto da selezionate fragoline fresche biologiche di produzione propria, frutto di un procedimento squisitamente artigianale. Comunque, è una manifestazione veramente con i fiocchi. Oltre a questa, sono stato alla 5ª edizione di “Capaccio Porta del Cilento” che si è svolta in Piazza Santini a Capaccio Scalo.

Una tre giorni (27-29 luglio) di buon cibo, artisti di strada, mercatini e, soprattutto, tanta musica. L’evento punta a pubblicizzare le prossime sagre che si tengono nel mese di agosto nel Cilento. È una bella manifestazione che ha degli ampi margini di crescita. Poi, annualmente, non mi perdo mai la “Festa dell’Antica Pizza Cilentana”, giunta all’ormai 14ª edizione.

I due organizzatori, Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola, con molto impegno rendono questo evento unico, originale e inimitabile. Percorrendo tutto il tragitto del centro del paese si trovano forni e postazioni con una ricca e buona offerta gastronomica: fusilli, “laane e ciciri” (buonissima, mi ha ricordato i sapori e i profumi della mia infanzia), acquasale, pizza cilentana, pizza fritta, “patate cu’ ‘a cauzodda”, “mulegnane ‘mbuttunate”, “vicci cu’ ‘a munestra”, “spighe vuddute”, “zeppole crisciute cu’ i sciurilli”, “scucciularielli cu’ vescuotto” e tante altre cose tradizionali. Ricco il panorama musicale con noti gruppi di musica folkloristica. A seguire, sono stato al “Festival dell’Aspide” di Roccadaspide.

Francamente, l’offerta gastronomica non mi entusiasmava più di tanto. Ci vado annualmente per incontrare i miei numerosi amici rocchesi, per l’atmosfera che si crea con musica in ogni angolo e per … la birra artigianale del Birrificio dell’Aspide che è un punto forte di questo evento. Ho molto gradito i concerti dei “Rittantico” (gruppo musicale di Novi Velia) e di Piera Lombardi, una delle più belle voci femminili che interpretano le canzoni locali. Il mio viaggio delle feste continua a Trentinara con la “Festa del Pane e della Civiltà Contadina” (16-20 agosto).

Evento che non frequentavo da qualche anno, perché mi aveva deluso. Invece, quest’anno mi ha sorpreso in bene. Una bella organizzazione. È stato un piacere girovagare tra un forno e l’altro. In dieci postazioni (forni), venivano offerte diverse specialità gastronomiche. Ne cito qualcuna: cavatielli al ragù di vitello, cicorie e patate con pane/vicci, zuppa di ceci con vescuotto, polpetti carne e spezzatino di vitello o maiale. Ogni forno aveva tavoli per far accomodare gli ospiti. Ho molto gradito la pizza con sciurilli del forno “L’Uorto”, un bel impasto e una cottura magistrale. Anche qui era ricco il programma musicale con rinomati gruppi di musica tradizionale. Invece, per la prima volta sono stato alla “Notte del Barone” (17/18 agosto) di Torchiara.

Tanti artisti di strada, anche bravi, stand gastronomici e musica. Bello passeggiare durante tutto il tragitto della festa, dal Vicolo dei Tre Archi all’interessante Palazzo Baronale De Conciliis. Concludo questa mia parentesi agostiniana con un evento che non ha niente a che vedere con la gastronomia. Il 17 agosto sono stato al concerto di Kelly Joyce tenutosi nel Parco Archeologico di Paestum ai piedi del tempio cosiddetto Basilica.

In un incredibile scenario, con lo sfondo dei monumenti pestani abbiamo assistito ad uno spettacolo entusiasmante. La cantante Kelly Joyce, di nazionalità francese, è stata super brava. Una grande professionista che ha deliziato con la sua grande voce e professionalità i 600 fortunati che hanno potuto assistere allo spettacolo al modico prezzo di 16 € a persona. Credo sia stato lo spettacolo più bello dell’estate pestana. Alla prossima.

Diodato Buonora – Il Settimanale UNICO – Agosto 2018

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